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Archive for aprile 2009

Una marionetta di Catin Nardi

GLI INCONTRI CASUALI. C’è un aspetto che difficilmente noi teniamo in considerazione quando trattiamo il tema della emigrazione e dello spostamento dei popoli su questa grande mela che chiamiamo terra. È la questione della definitiva lontananza e quindi della impossibile vicinanza materiale ai propri familiari nei momenti di lutto. Il 15 novembre scorso mi trovavo, insieme a Stefania, a Mariana, una storica cittadina brasiliana dello stato del Minas Gerais. Qui, nelle profonde miniere d’oro, dopo l’abolizione della schiavitù, sono venuti a lavorare anche molti emigranti italiani. E qui, mentre ci stavamo dirigendo in taxi alle antiche miniere d’oro, Stefania intravede una scritta pubblicitaria e mi dice: “guarda che ho visto l’entrata di un Museo delle Marionette”. Tornati dalla Miniera cerchiamo il museo. Ci troviamo davanti ad un locale piccolo ma delizioso. Il museo è gestito da una bella e dolce signora brasiliana che (saputo della mia passione per i burattini) ci accoglie con entusiasmo e da suo marito Catin Nardi, un marionettista trasferitosi in Brasile dalla Argentina. Un minuscolo bar, un laboratorio per la costruzione dei pezzi, un teatrino di marionette da 50 posti, un museo con personaggi stupendi costruiti dallo stesso Catin. Ci porta nel teatro e ci rappresenta dal vivo tre pezzi di un suo spettacolo. Lui è figlio di italiani e suo nonno emigrò nel 1923 dalla campagna italiana. Catin vorrebbe ritrovare le origini della famiglia che ricorda d’essere di Francavilla d’Avila, capire se ci sono parenti in Italia, andarli a conoscere. La nostalgia della terra d’origine della famiglia è una delle problematiche più sentite dagli italo discendenti figli di emigranti. Parlando scopriamo che non è Francavilla d’Avila il piccolo paese della provincia di Ascoli Piceno da cui è partito il nonno, bensì Francavilla d’Ete, dove Stefania, prima di trasferirsi in Romagna, è stata maestra 4 anni e ha avuto fra i bambini un certo Nardi. Bene, ritornati a Belo Horizonte iniziamo i contatti con il Comune e la Parrocchia di Francavilla d’Ete, ritroviamo i dati della famiglia Nardi e scopriamo che del nonno del marionettista Catin è ancora viva la sorella Vittoria, di 97 anni. Tornati per alcune settimane in ferie in Italia, con in mano alcune foto, andiamo a cercare l’anziana signora, nonché i figli e i nipoti. L’emozione e la sorpresa è indescrivibile quando la signora e i parenti scoprono di avere dall’altra parte dell’oceano, nipoti, cugini, pronipoti. Vittoria aveva ricordato spesso nella sua vita in fratello Giulio, che all’età di 17 anni, 86 anni fa, si imbarcò dal porto di Genova per cercare fortuna in America. Vittoria non ha sentito più la voce di suo fratello. Aveva solo ricevuto due foto del matrimonio. Ma poi più nulla. Non sa se aveva avuto figli, non sa quando è morto. Sa solo che era partito per l’America e l’America poteva significare Canada, Stati Uniti, Centro America, Brasile, Uruguay, Argentina. Catin sicuramente tornerà nei prossimi mesi nelle Marche, a Francavilla d’Ete, e porterà con sé, nella valigia, le marionette. Ho saputo nel frattempo che è reputato uno dei più bravi marionettisti brasiliani. Nel repertorio del suo Teatro di marionette c’è uno spettacolo da titolo “La giornata di Peppino”. Peppino è un contadino italiano, emigrante in Sud America, che si sposa una donna di colore e coltiva la terra rossa del Brasile, così come aveva imparato da piccolo nelle dolci colline del Sud delle Marche. A Mariana, quella notte, mi sono svegliato e non sono riuscito più ad addormentarmi. Ero agitato, ma non sapevo il perché. Poi poche ore dopo ho saputo che, nelle stesse ore, è morto mio zio Pippo di Brescia… fratello di mia mamma. Pippo era grande lettore e incredibile raccontatore di storie e vicende autobiografiche della mia famiglia. C’era anche lui quando sono partito da Cesena per il Brasile, alcuni mesi fa. Ho capito in quel momento cosa vuol dire vivere da emigrante, lontano da casa, e non essere vicino ai familiari in occasione di un lutto. Ho ripensato a quando nelle nostre scuole ci lamentiamo che un bambino straniero se ne ritorna a casa per lungo tempo perché nella sua famiglia è morto qualcuno.

Per vedere un pezzo di Catin http://www.youtube.com/watch?v=ZlEro6EWeyM

 

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