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Archive for maggio 2010

I GIUSTI

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges

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CASA, CASO, CASE, CASINE.IT

CASA – Rubem Alves, col quale condivido la collaborazione nella rivista di intercultura Cem Mondialità, ha scritto un libro sulla possibilità di concepire il costruire e il vivere la casa come un eccellente itinerario didattico e pedagogico. Il suo sito internet ha come titolo: La casa di Rubem Alves. Quello del “vivere la casa come fosse una scuola” è una idea originale, che forse qualcuno sta già applicando o che qualcuno vorrà sperimentare. Mi auguro che la collana di CEM-Mondialità ospiti in futuro la traduzione in italiano di questo libro.

CASO – Nei miei viaggi per il mondo sono stato spesso accompagnato dal caso. E il caso mi ha portato in luoghi affascinanti, unici, gradevoli. Luoghi in cui stare era immediatamente piacevole. Fra tutti questi, i luoghi in cui maggiormente mi sono sentito bene sono quelli dove in qualche modo viene esaltata la cosiddetta “terza pelle dell’uomo”, che dopo la propria epidermide e il vestito, è la casa.

CASE – Mi piace ricordare alcuni di questi luoghi.

  1. La casa di Hundertwasser. Nel pieno centro di Vienna, in mezzo ad una città in stile liberty, a cavallo fra il classico e i moderni e spersonalizzanti grattacieli, da una ventina d’anni è una presenza viva la “HundertwasserHaus”. Forme arrotondate, niente “linea retta”, colori, mattoni che hanno una storia, il pittore ecologo e medico degli architetti (come osava dire lui) ha lasciato una traccia viva di un modo di vivere piacevole. E mi verrebbe da definirlo “a misura di bambini”, quindi di tutti!
  2. Le case di terra sulle Ande del Perù. Qui la terra, la terra cruda, è l’elemento primo con cui le persone si “auto-costruiscono” la propria casa. Mi riferisco, in prevalenza, alle case contadine, quelle con un bel tetto di “ichù” (una erba molto forte dell’altipiano) e realizzate o con gli “adobes” (mattoni di terra cruda) o con il metodo dei “tapiales” (cassoni riempiti di terra battuta). Sono case con spigoli levigati da mani callose e anche il letto è di terra.
  3. Santorini. Un luogo magico, le case bianche che si accavallano l’una sull’altra con le cupole semisferiche di un azzurro vivo.  È l’immagine che spesso viene usata dalle pubblicità sulla Grecia. Qualcuno dice che a Santorini esistesse la storica città di Atlantide… poi inghiottita dal mare. L’architetto svizzero Le Corbusier fu estremamente impressionato da questa architettura vernacolare, al punto da introdurne alcuni elementi nei suoi progetti.
  4. Sidi Bu Said. A pochi chilometri dall’antica Cartagine, in Tunisia, Sidi Bu Said è per definizione la città degli artisti. Anche qui dominano unicamente il colore bianco dei muri e l’azzurro di porte e finestre. Una città che si affaccia dall’alto sul Mar Mediterraneo e dove gli artisti plastici trovano la loro fonte di ispirazione.
  5. Casapueblo. In Uruguay, a 100 chilometri da Montevideo c’è Punta Ballena. Qui l’artista Carlos Páez Vilaró realizza una casa-atelier-museo-albergo-ristorante “in contrasto netto contro la linea e gli angoli retti, cercando di umanizzare la sua architettura, facendola più dolce e utilizzando l’idea del forno del pane”. Il risultato: un affascinante e poetico luogo di tranquillità, adagiato come un grande gatto che dorme, di fronte al mare offerto dal Rio de la Plata.
  6. Alberobello. Quanto sono in giro per il mondo e mi chiedono dell’Italia e delle sue bellezze, si va spesso a parlare di mare, di città d’arte, di Roma. Poi immancabilmente si finisce a parlare di Venezia, la città “meraviglia del mondo”. Ma io aggiungo sempre che c’è un altro luogo incredibilmente unico e speciale in Italia: Alberobello. I suoi trulli, le decorazioni, i pinnacoli, le pietre… sono qualcosa di rara meraviglia.

 CASINE –  A Cesena c’è il luogo in cui si producono le “casine”: qui è di casa un profondo sentire che io definisco magico. Tre educatori del Centro di Formazione Lavoro dall’En.A.I.P animano questo spazio di lavoro
 rivolto a persone disabili. Il loro lavoro è quello di coordinare “il flusso di creatività dei ragazzi, incanalandolo in processi produttivi che riescono ad utilizzare anche quelli che potrebbero essere definiti errori di esecuzione, trasformandoli così in elementi caratteristici e di pregio del manufatto”.  Le casine di legno sono il frutto di questa loro attività. Meravigliosi oggetti d’arte e di arredamento. Fra gli operatori c’è l’amico – Carlo Cola –  pittore di gran classe. Scopriamo due anni e fa di essere stati anche a scuola insieme, in 5° elementare. Carlo ha una idea: arrivare con i suoi ragazzi nell’atrio delle scuole, montare una grande casa e “insieme a loro” mettere in piedi l’atelier… giocando, lavorando, dipingendo e costruendo. Una maniera unica per fare formazione e per educare le nostre scuole a non escludere nessuno – anzi – a valorizzare i talenti di ciascuno.

CASINE.IT – Per i curiosi: http://www.casine.it

 

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