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Archive for febbraio 2012

ERRARE: VOCE ERETICA DEL VERBO CREARE

Eretici erranti – Quando Gianni Rodari si rivolge ai genitori e agli insegnanti, nella sua introduzione al “Libro degli errori” (il testo ormai epico di storie e filastrocche basate sugli errori), prende atto che spesso le sue filastrocche dedicate agli accenti sbagliati, ai “quori” malati e alle “zeta” abbandonate, sono state accolte perfino nelle grammatiche. E continua Rodari: Questo vuol dire, dopotutto, che l’idea di giocare con gli errori non era del tutto eretica.

Siamo nel 1964. Nove anni dopo, nel 1973, lo stesso Rodari esce con “Grammatica della fantasia” e non manca di dedicare un capitolo all’errore, all’”errore creativo”. Qui snocciola un serie di esempi in cui dimostra, a proposito dell’arte di inventare storie, che in ogni errore giace la possibilità di una storia.

Il capitolo poi si conclude con una affermazione emblematica: Sbagliando si impara, è vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe dire che sbagliando si inventa.

Non a caso fra gli errori che storicamente hanno creato invenzioni troviamo la Nutella, la Coca Cola, lo Champagne Dom Perignon, il Gorgonzola. .. e pare persino la stessa Pizza. E poi i tanti errori di Einstein o la scoperta di rimedi farmaceutici, come vaccini o penicillina. A Parigi lo scorso anno c’è stato anche un Festival interamente dedicato all’Errore. E scopro che nel prossimo novembre, a Torino, ci sarà “Sm-Art Mistakes” un grande festival per ampliare la mente, affinare le capacità analitiche e ispirare la creatività. Si parlerà di “errori intelligenti, mutazioni, fallimenti, disfunzionalità, discrepanze, incidenti, varianti impreviste, scoperte occasionali, estetiche dell’errore, scarto dalla massa, fallimenti progettuali, progetti irrealizzati, disastri, sbagli, imperfezioni, disturbi, appropriazioni, effetti collaterali, lapsus e flop”.

Negli anni ’60 il maestro Federico Moroni, autore di “Arte per gioco” (un vero e proprio resoconto su trent’anni di esperienza di didattica dell’arte) ci invitava a non usare gomma e matita…e a lasciare che anche una goccia di inchiostro, caduta inavvertitamente dal pennino, divenga il primo elemento artistico per un nuovo inaspettato disegno.

Errore didattico – Personalmente ne sono più che mai convinto. L’errore è uno strumento didattico fondamentale. Ultimamente, in occasione degli esami finali della Scuola Secondaria di 1° Grado, nello spiegare agli esaminandi che non potevano usare i cosiddetti bianchetti (pena il possibile invalidamento della prova) per coprire eventuali parole scritte male, ricordavo anche quanto sia importante, visivamente, memorizzare la parola sbagliata… proprio per ricordare che quella è “errata”. Questo non accade con il computer, dove il semplice ctrl+z (control zeta) permette di cancellare per sempre ogni errore grammaticale di ortografia. Ma la cosa che più mi interessa è – per l’appunto – l’errore come risposta creativa, come nuova opportunità che la mente e la mano dell’uomo utilizzano per dare nuove risposte, per cercare nuove soluzioni. D’altronde la regola principale della ricerca scientifica è racchiusa in quelle due parole che sono “per prova ed errore”. – Gianfranco Zavalloni

http://www.pedagogiadellalumaca.org

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